Otto scenografie propongono ai visitatori lungo il percorso la contestualizzazione di tematiche ed eventi particolarmente significativi nella storia cittadina, con l'intento di facilitare l'acquisizione di conoscenze storiche dando spessore fisico alle informazioni e comunicando attraverso stimoli sensoriali e suggestioni emotive oltre che l'usuale parola scritta:
· l'albero della libertà issato in Piazza Vecchia e nell'ex Convento di San Francesco nel marzo 1797, nei giorni della Repubblica bergamasca
· l'ingresso della Fiera, con un plastico che colloca l'edificio nel tessuto urbano dei primi decenni dell'Ottocento e la ricostruzione di una caratteristica bottega con le merci vendute
· l'interno di una filanda con alcune attrezzature per l'allevamento dei bachi da seta e la bacinella a fuoco utilizzata per estrarre il filato dai bozzoli
· il salotto della casa dei fratelli Gabriele e Giovan Battista Camozzi, esuli da Bergamo nei dintorni di Genova dal 1850 al 1859, cenacolo politico democratico dove viene eseguito per la prima volta l'Inno di Garibaldi sul pianoforte esposto
· il Teatrino dei filodrammatici in via Borfuro, ove si presentano i 174 volontari bergamaschi nell'aprile 1860 per essere arruolati tra i Mille
· un pantheon e il suo negativo, ossia uno spazio dove alla mitizzazione di Garibaldi e dei suoi volontari si contrappone la realtà problematica del Meridione dopo la Spedizione dei Mille, esemplificata dal "brigantaggio"
· un'aula scolastica che ospita i banchi e la cattedra ricostruiti in dimensioni e connotati reali, derivati da alcuni progetti degli anni venti dell'Ottocento
· i propilei dorici di Porta Nuova, che mostrano la nuova direttrice dello sviluppo di Bergamo dopo l'Unità, rivolta all'esterno della cinta muraria veneta, lontano dall'abitato sul colle, antico centro della vita cittadina.
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